
I sei borghi fantasma in Italia - (wemusic.it)
Spopola il fenomeno del ripopolamento dei borghi abbandonati. Ma in Italia ve ne sono ancora sei che sono fantasma
L’Italia, con il suo ricco patrimonio storico e culturale, ospita numerosi borghi e città che, nel corso dei secoli, sono stati abbandonati per varie ragioni. Secondo l’ISTAT, sono oltre 1.000 i centri abitati dismessi nel Paese. Questi luoghi, rimasti cristallizzati nel tempo, offrono un’opportunità unica per immergersi nella storia e nell’architettura del passato. Ecco sei città fantasma da non perdere.
Questi borghi abbandonati rappresentano non solo testimonianze storiche, ma anche moniti sulle dinamiche sociali ed economiche che hanno modellato il territorio italiano. Esplorarli significa intraprendere un viaggio nel tempo, alla scoperta di storie dimenticate e panorami di rara bellezza.
Le sei città fantasma da non perdere in Italia
Situato nella provincia di Pisa, Toiano è un borgo medievale che offre uno spaccato autentico del passato rurale toscano. Le sue case in pietra, ormai silenziose, si ergono tra campi ondulati, testimoniando la vita che un tempo animava queste strade. L’abbandono del paese è stato causato sia dalla mancanza di opportunità lavorative sia dalla natura franosa del terreno circostante. Passeggiando per Toiano, è possibile imbattersi in abitazioni che conservano ancora mobili e oggetti dell’epoca, offrendo una finestra sul quotidiano di un tempo.

Nascosto tra i Monti Martani, in provincia di Terni, Scoppio è un borgo che affascina per la sua atmosfera sospesa nel tempo. Negli anni ’50, contava circa 25 famiglie, ma una serie di terremoti convinse gli abitanti a trasferirsi altrove. Il paese ospita la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, risalente all’XI secolo, che conserva ancora tracce di affreschi originali. Le abitazioni, sebbene segnate dal tempo, custodiscono utensili e oggetti quotidiani, offrendo uno spaccato della vita rurale umbra di un tempo.
A nord del Lago di Bracciano, vicino a Canale Monterano, sorge Monterano Antica, un borgo che vanta una storia millenaria. Abitato fin dall’epoca etrusca e romana, divenne un importante centro durante il periodo longobardo e successivamente sotto il dominio papale. Alla fine del XVIII secolo, l’invasione delle truppe francesi e un’epidemia di malaria portarono all’abbandono definitivo del paese. La sua suggestiva ambientazione ha attirato numerosi registi, rendendola set di film celebri come “Ben-Hur” e “Il Marchese del Grillo”.
Noto Antica racconta una storia di resilienza e rinascita. Distrutta quasi completamente dal devastante terremoto del 1693, la città fu ricostruita a pochi chilometri di distanza, dando vita all’attuale Noto, celebre per il suo barocco siciliano. Le rovine di Noto Antica offrono un’esperienza archeologica unica: dalla Porta della Montagna, antico ingresso della città, ai resti del castello dell’XI secolo, passando per le vestigia di chiese e palazzi nobiliari.
Nel cuore del Salento, Monteruga rappresenta un esempio di insediamento rurale del XX secolo. Fondato durante il periodo fascista per ospitare i lavoratori agricoli delle vicine coltivazioni, il villaggio fu progressivamente abbandonato con il declino delle attività agricole nella zona. Oggi, passeggiando tra le sue strade deserte, si possono osservare la chiesa, il campo di bocce, le scuole e le abitazioni dei contadini, tutti elementi che raccontano la vita comunitaria di un tempo.
Immerso nelle colline marchigiane, Castelnuovo di Auditore era un fiorente borgo rurale che, negli anni ’50, contava circa 600 abitanti. Con il passare del tempo, lo spopolamento ha portato all’abbandono del paese. Oggi, tra la vegetazione che lentamente si riappropria degli spazi, emergono antiche mura, chiese e abitazioni. La chiesa di San Biagio, sebbene non accessibile per motivi di sicurezza, rimane un simbolo del passato religioso della comunità.