Torna a cinque anni di distanza da “Quasi per nessuno” il cantautore veneziano Massimo Valli con il nuovo disco “Senza avere un orizzonte”.
Concepito durante il lockdown, l’album racconta l’isolamento vissuto. Le 11 tracce – in cui il cantautore inserisce un omaggio a Fabrizio De Andrè proponendo la sua versione di “Rimini” – parlano di una chiusura a tempo indeterminato:
“Racconto un po’ quelle che sono le mie sensazioni di fronte a questa mai sperimentata prima chiusura totale. Nonostante il titolo possa sembrare negativo e ci sia un’aura di pessimismo, non c’è disperazione: tutto sommato la solitudine non è il peggiore dei mali” afferma Massimo Valli sul suo nuovo lavoro discografico, concludendo che “la cosa peggiore è ascoltare chi ha sempre una risposta a tutto, dai complottisti a chi si batte il petto con il mea culpa.”
Registrato presso Ultrapop studio di Mestre (VE) di Simone Chivilò, “Senza avere un orizzonte” è un disco che al cantautorato italiano unisce sfumature ed influenze di folk rock americano che strizza l’occhio all’Irlanda, con testi che fanno riflettere sulla solitudine e sul lato nascosto della società che il lockdown ci ha mostrato. Il disco è già disponibile in streaming e download su tutte le piattaforme online ed è possibile acquistarlo in copia fisica inviando una mail a massimo@massimovalli.it.
1. Siamo partiti così
Introduzione al disco, la partenza.
2. Avanzi
È una canzone politica, un’analisi su quello che generalmente si rifiuta, nel bene e nel male. Abbiamo degli avanzi di tormento in parlamento e contemporaneamente lasciamo senza voce dei poveracci che arrivano nei barconi schiacciati come noci o tacciamo su situazioni dove un uomo è costretto a dividersi il mangiare con un cane.
3. Credetemi è così
Durante il lockdown c’è qualcosa che gira nella nostra testa: non è che forse non tutto il male viene per nuocere?
4. Rimini [Fabrizio De Andrè]
Storia di due amori strani. Uno di Teresa, l’altro di Colombo. Omaggio a De Andrè.
5. La pioggia sta scendendo
Una visione diversa della pioggia catartica (dalla tradizione alla mitica “Hard Rain” del maestro Bob Dylan). Alla fine siamo noi uomini che decidiamo le sue cause (fango e distruzione) e quindi la pioggia perde la sua visione purificatrice e rinnovatrice (il biblico diluvio).
6. Due metri da me
Ok, non considerateci, stampa e politici, sempre dei soggetti da imbonire. Siamo stufi di sentire, capire, ascoltare quello che volete voi…
7. Nel bene o nel male
Un amore che continua a fatica, che convive nel lockdown. Ognuno alla ricerca della propria piccola libertà.
8. Regalo di Natale
La fine dell’amore di “Nel bene e nel male”.
9. Se potremo mai uscire di qui
Di fatto il titolo dice già tutto.
10. Solo un sogno
Un blues che riflette su un quesito: è il silenzio il peggiore dei virus o viceversa?
11. E alla fine
La canzone che dice che non cambierà nulla dopo il lockdown, dopo l’isolamento, nulla cambierà alla fine. Torneremo alla condizione precedente come se nulla fosse accaduto.
Testi e musiche di Massimo Valli Tranne “Rimini” di Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola Registrato presso lo studio Ultrapop di Mestre (VE) di Simone Chivilò. Prodotto ed arrangiato da Simono Chivilò. Hanno partecipato:
Andrea Vesco – Chitarre Simone Chivilò – Chitarre Piero Della Vedova – Basso Virginio Bellingardo – Batteria Giovanni Zordan – organetto Joel Guzman – organetto
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